Fremlin dimostra come i romanzi ben costruiti funzionino benissimo anche fuori stagione. Alla vigilia di Natale, mentre la casa è invasa da amici e parenti festanti, una voce misteriosa al telefono accusa Imogen, neo-vedova, di aver ucciso il marito.
La quotidianità domestica, apparentemente rassicurante, si incrina poco a poco, trasformandosi in un terreno instabile dove nulla è del tutto innocuo.
Pagina dopo pagina si insinua una tensione sottile, fisica, un’adrenalina psicologica di gran classe che non ha bisogno di effetti eccessivi.
Con uno stile sobrio e affilato, Fremlin costruisce un giallo intelligente e nerissimo, capace di tenere alta l’attenzione fino all’ultima riga. A Natale (e dopo) siamo tutti più buoni?
Paola
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