Dopo le disavventure di Guglielmo Sputacchiera, Ravasio torna a raccontare l’inadeguatezza dei giovani vecchi nella industriosa isola di produttività che è la Lombardia. Il protagonista dei romanzi dell’autore oscilla tra il comico e il tragico, alla ricerca del modo di poter vivere di scrittura senza affrontare i problemi della vita vera, quella fatta di conti e bollette. Nato in una famiglia bergamasca di analfabeti emotivi e culturali, cerca il suo riscatto in una laurea inutile per poi procedere a tentoni, cercando di diventare un mantenuto doc, smarcandosi dal destino imposto dalla crisi economica del 2008. Nonostante le salaci battute e giochi di parole, Ravasio riesce a lanciare schegge di dolorosa verità tra le disavventure di una generazione a cui sono stati tolti i sogni e le possibilità di realizzarli.
Forse un po’ più impegnativo rispetto al precedente romanzo, “Il grande mantenuto” risulta comunque all’altezza dell’hype.
Benedetta
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