Durante dei lavori in una torbiera del Nord della Svezia affiora il cadavere di un uomo. Attenzione: non è il solito giallo, perché l’indagine ci catapulta nella poverissima Lapponia svedese degli anni Trenta, nel Tornedal. La vita è dura, si lavora per una misera nei cantieri, gli operai esasperati iniziano a organizzarsi in sindacati. Lo sa bene Eino Vanhakoski che, a differenza del fratello Wilhelm che ha ereditato la terra, punta tutto sul catrame e fallisce rovinosamente. Ma il Tornedal non è solo faide familiari e lotte operaie, è anche un territorio dove le tradizioni sciamaniche, i miti nordici e il legame con i morti sono elementi fondanti. Sarà per questo che, quando viene ritrovato il corpo misterioso, Siw, ha una visione che la spinge a tornare nella terra di suo padre. Presente e passato si passano la palla continuamente. Quando si toccano, il corpo nella torbiera non è più un enigma isolato, bensì il punto in cui si concentrano le memorie, le ferite e le scelte di un’intera comunità, capace ancora di parlare ai lettori di oggi. Una poderosa saga familiare e politica, un grande affresco sulle origini, tutt’altro che tranquille, del welfare scandinavo.
Paola
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